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4
Nov
ImLate: considerazioni su imWatch in attesa che mi arrivi.

Introduzione:

A Giugno ho fatto la mia (cazzata). Ma non me ne pento. Ho preordinato lo smartwatch che vedete capeggiare qui sopra, ImColor.

A che minchia serve:

Questo gioiellino (anche nel costo, 249€ scontato) in pratica comunica via Bluetooth con lo smartphone - nel mio caso iOS ma anche Android, Blackberry e Nokia - e notifica le email, sms e messaggi dei social network direttamente al polso.

In più consente di visualizzare immagini, effettuare chiamate in viva voce con accesso diretto alla rubrica, scaricare ed ascoltare musica e apps da uno store proprietario (iMusic ed imStore) e - strano ma vero - controllare l’ora.

Quando mi arriva?

Da qui in poi iniziano le imprecazioni contro la mia divinità preferita. 
A Giugno ho letto per la prima volta di questo orologio, mi erano piaciute le immagini dei prototipi (nota bene, all’epoca non erano ancora state diffuse foto ufficiali) ed ho deciso di approfittate dello sconto che offrivano a chi lo preordinava, 249€ invece che 299€. L’orologio sarebbe dovuto arrivare ad Ottobre. Fin qui tutto bene. 
A Settembre la data è già andata a slittare a fine Novembre, con una aggravante: intorno al 20 sono state mostrate le prime immagini reali del dispositivo: risulta un po’ meno snello delle immagini renderizzate di Giugno. Poco male, vi confesso che a me piace più così, ma mi metto nei panni di chi l’ha preordinato aspettandosi quel design e non questo. Probabilmente avrà preso il calendario ed aggiunto il prefisso “porco/a” a tutti i santi dell’ intervallo Gennaio-Giugno.

Io, da canto mio, sono arrivato a smoccolare fino a Dicembre quando ho letto in questi giorni sul sito ufficiale che le spedizioni sarebbero partite da Gennaio 2012. Ma Santa Pazienza patrona delle mie gonadi, ho anticipato 50€ a Giugno e vedo l’orologio - se tutto va bene ed i Maya hanno torto - 6 mesi dopo??!!

Indignazione!

Scrivo subito una mail al servizio clienti per vederci chiaro: mi rispondono (gentilissimi, devo dargliene atto) che in effetti il loro prodotto partirà da Gennaio 2012 ma, come risarcimento per la perdita dei testicoli causa accelerazione tangenziale a velocità elevate (mi giravano di brutto) mi daranno 2 anni di abbonamento al servizio iMusic e un buono del valore di 10€ da spendere in applicazioni sullo store integrato nel dispositivo.

Sono soddisfatto?

Si. L’orologio è un amore a prima vista ed aspetterei anche fino a Giugno 2012.

Ignoro però se questo trattamento sia standard o solo per i clienti che si siano lamentati dei ritardi di spedizione. Fossi in voi, manderei una mail all’assistenza.

ImLate: considerazioni su imWatch in attesa che mi arrivi.

Introduzione:

A Giugno ho fatto la mia (cazzata). Ma non me ne pento. Ho preordinato lo smartwatch che vedete capeggiare qui sopra, ImColor.

A che minchia serve:

Questo gioiellino (anche nel costo, 249€ scontato) in pratica comunica via Bluetooth con lo smartphone - nel mio caso iOS ma anche Android, Blackberry e Nokia - e notifica le email, sms e messaggi dei social network direttamente al polso.

In più consente di visualizzare immagini, effettuare chiamate in viva voce con accesso diretto alla rubrica, scaricare ed ascoltare musica e apps da uno store proprietario (iMusic ed imStore) e - strano ma vero - controllare l’ora.

Quando mi arriva?

Da qui in poi iniziano le imprecazioni contro la mia divinità preferita. A Giugno ho letto per la prima volta di questo orologio, mi erano piaciute le immagini dei prototipi (nota bene, all’epoca non erano ancora state diffuse foto ufficiali) ed ho deciso di approfittate dello sconto che offrivano a chi lo preordinava, 249€ invece che 299€. L’orologio sarebbe dovuto arrivare ad Ottobre. Fin qui tutto bene. A Settembre la data è già andata a slittare a fine Novembre, con una aggravante: intorno al 20 sono state mostrate le prime immagini reali del dispositivo: risulta un po’ meno snello delle immagini renderizzate di Giugno. Poco male, vi confesso che a me piace più così, ma mi metto nei panni di chi l’ha preordinato aspettandosi quel design e non questo. Probabilmente avrà preso il calendario ed aggiunto il prefisso “porco/a” a tutti i santi dell’ intervallo Gennaio-Giugno.

Io, da canto mio, sono arrivato a smoccolare fino a Dicembre quando ho letto in questi giorni sul sito ufficiale che le spedizioni sarebbero partite da Gennaio 2012. Ma Santa Pazienza patrona delle mie gonadi, ho anticipato 50€ a Giugno e vedo l’orologio - se tutto va bene ed i Maya hanno torto - 6 mesi dopo??!!

Indignazione!

Scrivo subito una mail al servizio clienti per vederci chiaro: mi rispondono (gentilissimi, devo dargliene atto) che in effetti il loro prodotto partirà da Gennaio 2012 ma, come risarcimento per la perdita dei testicoli causa accelerazione tangenziale a velocità elevate (mi giravano di brutto) mi daranno 2 anni di abbonamento al servizio iMusic e un buono del valore di 10€ da spendere in applicazioni sullo store integrato nel dispositivo.

Sono soddisfatto?

Si. L’orologio è un amore a prima vista ed aspetterei anche fino a Giugno 2012.

Ignoro però se questo trattamento sia standard o solo per i clienti che si siano lamentati dei ritardi di spedizione. Fossi in voi, manderei una mail all’assistenza.

2
Nov
Twittelator Neue

Se volete un client Twitter per iPhone che sia piacevole alla vista e funzionale, vi suggerisco Twittelator Neue.

Poco più di un euro e fa quello che client come TweetBot hanno smesso di fare a favore di una grafica curata: permettere di leggere i tweet. 
Forse l’impatto grafico non sarà spettacolare come altri programmi più costosi, ma la comodità di scorrere tra la timeline, le risposte, liste etc con uno swipe è impagabile. Abbiamo anche anteprime degli allegati direttamente nella timeline e per aprire i link ci basta un tocco contro i 3 di TweetBot.

La grafica, minimale ma non troppo, è comunque piacevole e non priva di qualche chicca, come l’effetto che vedete nello screenshot all’aggiornamento dell’elenco dei twits.

Supporta ovviamente più account e l’inserimento facilitato nei messaggi degli utenti che seguite; messaggi che - meraviglia delle meraviglie - si sincronizzeranno con Facebook se vorrete.

Se vi piace scrivere (e leggere) comodi, vi farà piacere sapere che supporta in pieno la modalità landscape.

Unico neo, speriamo per poco, totale assenza delle notifiche.

Vi consiglio di tenerlo comunque d’occhio, promette bene!

Twittelator Neue

Se volete un client Twitter per iPhone che sia piacevole alla vista e funzionale, vi suggerisco Twittelator Neue.

Poco più di un euro e fa quello che client come TweetBot hanno smesso di fare a favore di una grafica curata: permettere di leggere i tweet. Forse l’impatto grafico non sarà spettacolare come altri programmi più costosi, ma la comodità di scorrere tra la timeline, le risposte, liste etc con uno swipe è impagabile. Abbiamo anche anteprime degli allegati direttamente nella timeline e per aprire i link ci basta un tocco contro i 3 di TweetBot.

La grafica, minimale ma non troppo, è comunque piacevole e non priva di qualche chicca, come l’effetto che vedete nello screenshot all’aggiornamento dell’elenco dei twits.

Supporta ovviamente più account e l’inserimento facilitato nei messaggi degli utenti che seguite; messaggi che - meraviglia delle meraviglie - si sincronizzeranno con Facebook se vorrete.

Se vi piace scrivere (e leggere) comodi, vi farà piacere sapere che supporta in pieno la modalità landscape.

Unico neo, speriamo per poco, totale assenza delle notifiche.

Vi consiglio di tenerlo comunque d’occhio, promette bene!

2
Nov

Ti compri l’iPhone 4s? No.

Sarò breve e (cir)conciso. No, non prenderò il nuovo melafonino. La ragione è semplicissima: ho già un iPhone 4 e non vedo un tale abisso da farmi mettere le mani al portafogli.

Ho fatto un test con l’iPhone 4s di un collega: una applicazione pesante come GarageBand (recentemente resa universale) si apre sul nuovo cellulare della Mela circa 4-5 secondi prima che sul mio. Giochi con grafica impegnativa al momento sono perfettamente uguali su ambo i dispositivi, salvo ovviamente un tempo di caricamento inferiore: ovvio, cazzo, ma stiamo parlando solo di pochi secondi.

Salvo la velocità - fatto appurato - vediamo in cosa altro si differisce rispetto al mio modello:

  1. Fotocamera migliorata: adesso da 8 mega pixel. Le foto ed i video saranno migliori, ma l’iPhone resta comunque un cellulare, quindi non aspettatevi di rimpiazzare una discreta macchina fotografica digitale. Su quella avete almeno uno zoom ottico di 4 X, sull’iPhone no. Inoltre la risoluzione di foto e video non è selezionabile: dovrete sempre usare la massima. Questo, soprattutto nel caso di video, vi mangerà lo spazio che è un piacere.

  2. Siri: al momento è una delusione, visto che si può usare solo in inglese. Comunque su di un cellulare non mi sembra una killer feature.

  3. Display più luminoso. Mettendo la luminosità al massimo su ambo i dispositivi, l’iPhone 4s risulta nettamente più luminoso. Non oso immaginare a che prezzo di batteria però.

  4. Batteria di merda. Sembra, ed il mio collega mi conferma, che la batteria tenda a durare sensibilmente meno. Ma a quando gli hanno detto dal call center Apple la situazione dovrebbe migliorare dopo 8-10 cicli di ricarica. Ed in effetti dopo un paio di giorni regge già meglio, ma sarà alla fine all’altezza del suo predecessore? Una cosa è certa: a caricarsi al 100% ci mette circa il doppio rispetto al vecchio modello.

  5. Mirror video su Apple Tv. Piuttosto interessante per i giochi ma di nuovo, non una killer feature.

Detto questo, posso tranquillamente tenermi il mio iPhone. Consiglio a chi possieda un iPhone 4 di fare altrettanto. Diverso il discorso per chi possiede un 3GS. Ma, a meno che non sia un hardcore gamer, valuti la possibilità di acquistare un iPhone 4 usato e risparmi - come il sottoscritto - i soldi per il 5. Ripassa tra un anno, Apple!

22
Ott
Editor minimali per Lion: Royal Rumble!
I programmi che entreranno nell’arena a frantumarsi i bytes a vicenda saranno:
Textedit: incluso in Lion
WriteRoom, 19,90 €
ByWord: 7,99 €
OmmWriter: free la versione base, 3,99 € quella estesa.
Pages: 15,99 €
MacJournal: 31,99 € (esticazzi!)
EverNote: gratis.
Notatory Velocity: free.
Tanto progresso per niente:

Editor Minimale: Programma per la scrittura con limitate funzioni di formattazione testo e grafica ridotta all’osso, in modo da non concedere distrazioni all’utente e lasciarlo concentrato solo sul testo.

Il primo editor minimale che abbia mai usato è stato Word Star 4 per DOS qualche decina di anni fa. Aveva tutte le caratteristiche che un editor minimale deve avere. Ne approfitto per elencarle:
1. Grafica scarna, nessuna o pochissime icone non invasive.
2. Possibilità di formattazione del testo ridotta: qui si scrive, altrove si impagina!
3. Funzionare a schermo intero: questo ci isola da tutte le atre applicazioni aperte, potenziali fonti di distrazione.
A distanza di parecchi lustri, che ci hanno dato programmi completi per l’impaginazione come MSWord, Pages, OpenOffice e simili, parecchi utenti vogliono tornare al feeling che dava l’interfaccia scarna di WS4. Ecco come buttare nel cesso anni di progresso!
Invece no:
L’avvento del multitasking è stata senza dubbio una grande comodità, ma anche una immensa fonte di distrazione. Dopotutto noi, di solito, riusciamo a fare solo una cosa alla volta. Se vogliamo farla bene, intendo. Ci sono delle situazioni, come per esempio mentre siamo a lezione a prendere appunti, dove dobbiamo avere davanti agli occhi solo uno schermo bianco con il testo: in quelle circostanze un browser sullo sfondo o Twitter che ci notifica qualcosa ci farebbe perdere il filo del discorso del professore (specie se la lezione è noiosa!).
Fatta chiarezza, analizziamo i gladiatori:

TextEdit: l’editor di testi di default di Lion. Si presenta con una grafica ridotta all’osso (una finestra bianca in attesa dei nostri capolavori di scrittura), ma consente la formattazione del testo (grassetto, corsivo, ordinamento etc). Chi ha lo stomaco forte può abilitare il righello: un vero pugno nei coglioni parlando in termini di estetica.  Ha parecchi pregi ma una pecca fondamentale: non gira a schermo intero.


WriteRoom: forse il capostipite degli editor minimali per Mac. Di default si avvia a schermo intero, ma può girare anche in finestra. Possiamo scrivere sia in testo semplice (senza alcuna formattazione) o in RTF, nel qual caso avremmo giusto il grassetto e poco altro. Il programma è un esempio perfetto di editor senza fronzoli ma costa 19,99 €. Porca puttana!


ByWord: abbastanza simile a WriteRoom, è però meno esoso in termini di costo. La scrittura in RTF è agevolata da un menu che appare alla pressione del tasto cmd-T che fa apparire una tendina con le opzioni più frequentemente usate (grassetto, corsivo, allineamento etc). A questo aggiungiamo che permette, oltre al testo semplice e RTF, anche il Markdown: utilissimo per i blogger. L’aspetto grafico - pulito e semplice come conviene - è davvero piacevole e può essere personalizzato con molta facilità.


OmmWriter: editor di testo rilassante. Consigliato l’uso delle cuffie: infatti la scrittura sarà accompagnata da una musica zen di sottofondo (ci sono diverse scelte, per averne di più bisogna acquistare il programma completo). Anche lo sfondo può avere più temi, sia in termini di font del testo che di immagine vera e propria. Funziona solo a schermo intero (tra le altre cose non integrato bene in Lion) e si può salvare solo in testo semplice. Bello e figo, ma alla fine tutti i fronzoli aggiunti con lo scopo di rilassarci hanno la controindicazione di distrarci un casino!


Pages: il potente programma di videoscrittura di Apple. Con l’introduzione della modalità a schermo intero può diventare un vero e proprio edito minimale. Se proviamo a dimenticarci che stiamo usando Pages, un programma dalle possibilità di impaginazione (quasi) infinite. Ci riusciremo? Io no: quindi passo oltre.


MacJournal: aggregatore di appunti, proprio questa funzionalità lo rende utile per chi dovesse prendere ed organizzare appunti universitari. In modalità fullscreen risulta un po’ scattoso a mio avviso e non è integrato bene con lo standard di Lion. E’ degna di nota la possibilità di inserire immagini nel testo: qui però stiamo iniziando troppo ad andare fuori dal sentiero degli editor minimali. Mettiamoci poi il prezzo di 31 € e spiccioli… meglio lasciare stare no?


EverNote: simile a MacJournal per le funzionalità: l’interfaccia è però decisamente migliore. Più pulita e coerente con Lion. Le dolenti note arrivano quando lo avviamo in fullscreen: la nostra nota avrà sullo sfondo le altre già archiviate. E’ un po’ come quando dal vostro iPad rispondete ad una mail: sullo sfondo avete quella vecchia che vi rompe i coglioni. Di nuovo, fallisce come editor minimale, ma è un plus per chi deve organizzare gli appunti.


Notatory Velocity: minimale senza dubbio, non ci concede alcuna distrazione. Permette di organizzare le note e questo è bene. Non permette lo schermo intero, e questo è male, molto male.

And the winner is…
ByWord! E’ il programma con cui sto scrivendo questo post dopotutto. Costa poco, ma offre molto.
EverNote! Nonostante la vista fullscreen poco minimale è ottimo per organizzare appunti di università! Permette inoltre l’inserimento di immagini: per me che faccio Beni Culturali è una feature utilissima.
Due vincitori? E allora? Sono io l’arbitro dello scontro e decido io ecchecazzo!

Editor minimali per Lion: Royal Rumble!

I programmi che entreranno nell’arena a frantumarsi i bytes a vicenda saranno:

  1. Textedit: incluso in Lion
  2. WriteRoom, 19,90 €
  3. ByWord: 7,99 €
  4. OmmWriter: free la versione base, 3,99 € quella estesa.
  5. Pages: 15,99 €
  6. MacJournal: 31,99 € (esticazzi!)
  7. EverNote: gratis.
  8. Notatory Velocity: free.

Tanto progresso per niente:

Editor Minimale: Programma per la scrittura con limitate funzioni di formattazione testo e grafica ridotta all’osso, in modo da non concedere distrazioni all’utente e lasciarlo concentrato solo sul testo.

Il primo editor minimale che abbia mai usato è stato Word Star 4 per DOS qualche decina di anni fa. Aveva tutte le caratteristiche che un editor minimale deve avere. Ne approfitto per elencarle:

1. Grafica scarna, nessuna o pochissime icone non invasive.

2. Possibilità di formattazione del testo ridotta: qui si scrive, altrove si impagina!

3. Funzionare a schermo intero: questo ci isola da tutte le atre applicazioni aperte, potenziali fonti di distrazione.

A distanza di parecchi lustri, che ci hanno dato programmi completi per l’impaginazione come MSWord, Pages, OpenOffice e simili, parecchi utenti vogliono tornare al feeling che dava l’interfaccia scarna di WS4. Ecco come buttare nel cesso anni di progresso!

Invece no:

L’avvento del multitasking è stata senza dubbio una grande comodità, ma anche una immensa fonte di distrazione. Dopotutto noi, di solito, riusciamo a fare solo una cosa alla volta. Se vogliamo farla bene, intendo. Ci sono delle situazioni, come per esempio mentre siamo a lezione a prendere appunti, dove dobbiamo avere davanti agli occhi solo uno schermo bianco con il testo: in quelle circostanze un browser sullo sfondo o Twitter che ci notifica qualcosa ci farebbe perdere il filo del discorso del professore (specie se la lezione è noiosa!).

Fatta chiarezza, analizziamo i gladiatori:

  1. TextEdit: l’editor di testi di default di Lion. Si presenta con una grafica ridotta all’osso (una finestra bianca in attesa dei nostri capolavori di scrittura), ma consente la formattazione del testo (grassetto, corsivo, ordinamento etc). Chi ha lo stomaco forte può abilitare il righello: un vero pugno nei coglioni parlando in termini di estetica. Ha parecchi pregi ma una pecca fondamentale: non gira a schermo intero.

  2. WriteRoom: forse il capostipite degli editor minimali per Mac. Di default si avvia a schermo intero, ma può girare anche in finestra. Possiamo scrivere sia in testo semplice (senza alcuna formattazione) o in RTF, nel qual caso avremmo giusto il grassetto e poco altro. Il programma è un esempio perfetto di editor senza fronzoli ma costa 19,99 €. Porca puttana!

  3. ByWord: abbastanza simile a WriteRoom, è però meno esoso in termini di costo. La scrittura in RTF è agevolata da un menu che appare alla pressione del tasto cmd-T che fa apparire una tendina con le opzioni più frequentemente usate (grassetto, corsivo, allineamento etc). A questo aggiungiamo che permette, oltre al testo semplice e RTF, anche il Markdown: utilissimo per i blogger. L’aspetto grafico - pulito e semplice come conviene - è davvero piacevole e può essere personalizzato con molta facilità.

  4. OmmWriter: editor di testo rilassante. Consigliato l’uso delle cuffie: infatti la scrittura sarà accompagnata da una musica zen di sottofondo (ci sono diverse scelte, per averne di più bisogna acquistare il programma completo). Anche lo sfondo può avere più temi, sia in termini di font del testo che di immagine vera e propria. Funziona solo a schermo intero (tra le altre cose non integrato bene in Lion) e si può salvare solo in testo semplice. Bello e figo, ma alla fine tutti i fronzoli aggiunti con lo scopo di rilassarci hanno la controindicazione di distrarci un casino!

  5. Pages: il potente programma di videoscrittura di Apple. Con l’introduzione della modalità a schermo intero può diventare un vero e proprio edito minimale. Se proviamo a dimenticarci che stiamo usando Pages, un programma dalle possibilità di impaginazione (quasi) infinite. Ci riusciremo? Io no: quindi passo oltre.

  6. MacJournal: aggregatore di appunti, proprio questa funzionalità lo rende utile per chi dovesse prendere ed organizzare appunti universitari. In modalità fullscreen risulta un po’ scattoso a mio avviso e non è integrato bene con lo standard di Lion. E’ degna di nota la possibilità di inserire immagini nel testo: qui però stiamo iniziando troppo ad andare fuori dal sentiero degli editor minimali. Mettiamoci poi il prezzo di 31 € e spiccioli… meglio lasciare stare no?

  7. EverNote: simile a MacJournal per le funzionalità: l’interfaccia è però decisamente migliore. Più pulita e coerente con Lion. Le dolenti note arrivano quando lo avviamo in fullscreen: la nostra nota avrà sullo sfondo le altre già archiviate. E’ un po’ come quando dal vostro iPad rispondete ad una mail: sullo sfondo avete quella vecchia che vi rompe i coglioni. Di nuovo, fallisce come editor minimale, ma è un plus per chi deve organizzare gli appunti.

  8. Notatory Velocity: minimale senza dubbio, non ci concede alcuna distrazione. Permette di organizzare le note e questo è bene. Non permette lo schermo intero, e questo è male, molto male.

And the winner is…

ByWord! E’ il programma con cui sto scrivendo questo post dopotutto. Costa poco, ma offre molto.

EverNote! Nonostante la vista fullscreen poco minimale è ottimo per organizzare appunti di università! Permette inoltre l’inserimento di immagini: per me che faccio Beni Culturali è una feature utilissima.

Due vincitori? E allora? Sono io l’arbitro dello scontro e decido io ecchecazzo!

11
Ott
Incipit:

Passare da uno stato di gioia ad uno di incazzatura: ecco come ho iniziato la mattina.

Gioia: è uscita la nuova versione di Facebook per iOs. Finalmente universale, il mio iPad ringrazia. Molto bella esteticamente, adesso posso tirare nel cesso tutte le app che avevo usato aspettando questo momento. 
Frustrazione: Su iPhone è una merda. Punto. 
Mi spiego meglio:

Tanto per cominciare una volta aggiornata non ne voleva sapere di andare oltre la schermata blu di login. Questo giusto per mettere in moto il giramento di balle in maniera graduale: alle 5 del mattino il motore parte a freddo (ho le gonadi diesel). 
Una volta cancellato e installato nuovamente 3 volte sono riuscito a loggarmi. Tutta questa fatica per trovarmi davanti una interfaccia assurda.

La sidebar laterale a scomparsa è di una scomodità diabolica: devo riempire di ditate lo schermo per farla apparire e per toglierla dai coglioni. Purtroppo è indispensabile per accedere a cose tipo il Profilo, gli Eventi e Nelle vicinanze. E per tornare al flusso di notizie.

Mi serviva poi una cosa, una banalità: poter condividere una news direttamente dal mio iPhone. Niente, non sono stato accontentato neppure in questa release. - EDIT: non posso condividere tutti i links, solo alcuni -

Sapete invece cosa mi era molto utile? La possibilità di salvare dei bookmarks delle pagine e dei profili che visitavo più spesso. Adesso provate ad indovinare che cosa hanno tolto in questa release. Ecco.

Cosa dire?

Ho letto poco fa su Twitter molte lamentele di molte persone che hanno avuto i miei stessi problemi di installazione: ne è zeppa anche la pagina dei commenti sull’Appstore. Qualche fortunello ha avuto dei casini anche sull’iPad.

Se devo dare un voto a questa app, devo per forza fare due distinzioni: iPad ed iPhone.

Sul tablet della Mela non è affatto malaccio come dicevo: potevano solo copiare un po’ Twitter. Uno slide per la sidebar sarebbe stato preferibile alla pressione di un tasto (almeno per i miei gusti). Odio - e sento che questo sentimento crescerà con l’utilizzo - l’approccio ai menu a tendina delle notifiche e dei messaggi. La logica vorrebbe che, una volta aperti, per chiuderli bastasse toccare fuori da essi. No, bisogna premere un pulsante Chiudi. Scomodo come scaccolarsi con uno stuzzicadenti.

Su iPhone siamo scesi di qualche gradino, anzi, siamo caduti rovinosamente dalle scale. Non troviamo nuove features ma un rinnovo dell’interfaccia che fa scempio della usabilità.

Metteteci una pezza quanto prima, merdacce.

Incipit:

Passare da uno stato di gioia ad uno di incazzatura: ecco come ho iniziato la mattina.

  1. Gioia: è uscita la nuova versione di Facebook per iOs. Finalmente universale, il mio iPad ringrazia. Molto bella esteticamente, adesso posso tirare nel cesso tutte le app che avevo usato aspettando questo momento.
  2. Frustrazione: Su iPhone è una merda. Punto.

Mi spiego meglio:

Tanto per cominciare una volta aggiornata non ne voleva sapere di andare oltre la schermata blu di login. Questo giusto per mettere in moto il giramento di balle in maniera graduale: alle 5 del mattino il motore parte a freddo (ho le gonadi diesel). Una volta cancellato e installato nuovamente 3 volte sono riuscito a loggarmi. Tutta questa fatica per trovarmi davanti una interfaccia assurda.

La sidebar laterale a scomparsa è di una scomodità diabolica: devo riempire di ditate lo schermo per farla apparire e per toglierla dai coglioni. Purtroppo è indispensabile per accedere a cose tipo il Profilo, gli Eventi e Nelle vicinanze. E per tornare al flusso di notizie.

Mi serviva poi una cosa, una banalità: poter condividere una news direttamente dal mio iPhone. Niente, non sono stato accontentato neppure in questa release. - EDIT: non posso condividere tutti i links, solo alcuni -

Sapete invece cosa mi era molto utile? La possibilità di salvare dei bookmarks delle pagine e dei profili che visitavo più spesso. Adesso provate ad indovinare che cosa hanno tolto in questa release. Ecco.

Cosa dire?

Ho letto poco fa su Twitter molte lamentele di molte persone che hanno avuto i miei stessi problemi di installazione: ne è zeppa anche la pagina dei commenti sull’Appstore. Qualche fortunello ha avuto dei casini anche sull’iPad.

Se devo dare un voto a questa app, devo per forza fare due distinzioni: iPad ed iPhone.

Sul tablet della Mela non è affatto malaccio come dicevo: potevano solo copiare un po’ Twitter. Uno slide per la sidebar sarebbe stato preferibile alla pressione di un tasto (almeno per i miei gusti). Odio - e sento che questo sentimento crescerà con l’utilizzo - l’approccio ai menu a tendina delle notifiche e dei messaggi. La logica vorrebbe che, una volta aperti, per chiuderli bastasse toccare fuori da essi. No, bisogna premere un pulsante Chiudi. Scomodo come scaccolarsi con uno stuzzicadenti.

Su iPhone siamo scesi di qualche gradino, anzi, siamo caduti rovinosamente dalle scale. Non troviamo nuove features ma un rinnovo dell’interfaccia che fa scempio della usabilità.

Metteteci una pezza quanto prima, merdacce.

11
Ott

Tumblr e iOs- le apps

Scelte di vita:

Da qualche tempo ho detto no a Wordpress per i miei blog: non tanto perché sia una piattaforma di merda, ma perchè non si sposa bene con le miei abitudini e stile dei post.

Wordpress inoltre è una continua fonte di distrazione: tra plugin e scemenze varie rischiavo di perdere troppo tempo ad incipriare (leggi appesantire) il sito piuttosto che nella pubblicazione di nuovi contenuti.

Meglio quindi l’approccio minimalista di Tumblr che tra l’altro ha anche un sacco di temi stupendi.

Il problema:

Spesso e volentieri bloggo in mobilità da iPhone. Capita di voler scrivere un pensiero al volo quando si è in ufficio o di voler postare una foto appena scattata. In questi casi o lo faccio subito o la pigrizia a casa mi coglie.

Purtroppo a dispetto della popolarità di questo servizio, le applicazioni per scrivere e gestire i blog dal melafonino non sono poi tantissime. L’ottima app nativa (principalmente perché gratuita) dopo un po’ stava la minchia e diventa incompleta quando dobbiamo scrivere qualcosa di più lungo di 5 righe.

Le apps che mi hanno portato all’orgasmo:

Dopo molte prove ho trovato due applicazioni a pagamento che formano a mio avviso l’accoppiata vincente:

  1. Elements: editor di testi definitivo. Si collega con Dropbox, così posso riprendere a casa un articolo appena abbozzato. Include la possibilità – più che altro un dovere – di formattare il testo con Markdown: questo linguaggio di immediato apprendimento è una sorta di mini html, davvero utile ed intuitivo. Elements si interfaccia direttamente anche con Tumblr per pubblicare il capolavoro appena dattilografato. Non sono tutte rose. La mancanza di opzioni avanzate di invio (solo testo e non foto o altro e l’assenza dei controlli di Twitter) mi hanno spinto ad affiancarlo a…
  2. Tumblita: simile in tutto e per tutto al client ufficiale, si differenzia per due particolari non da poco: supporta il markdown (copia ed incolla da Elements) e non crasha quando si prova ad editare un post. Unico grande limite, niente scrittura in landscape. Per questo è solo complementare ad Elements, altrimenti sarebbe stato più che sufficiente lui solo.

Quanto mi costa?

3,99 e 2,99€ per Elements e Tumblita rispettivamente. Prezzi non proprio da ridere, ma considerando il fatto che sono apps universali (e credetemi, su iPad spaziano) ne vale decisamente la spesa.

5
Set
[per vedere il video è necessario Flash 10]

Ascoltata 10 volte

Oggi vi voglio presentare una bella app per iPhone che vi permetterà di trasformare i vostri amici/animali/voi stessi in dei simpatici demoni con dispendio di fatica pari a zero (e di euri 0.79).

Il nome del programma è Demon Cam per iOs. La scelta dei demoni è abbastanza varia (8 varianti) ed i divertimento è assicurato! Io ho trasformato quella belva del mio gatto nel vero mostro che in effetti si cela in lui!

4
Ago

Backstab, ossia come ti clono Assassin’s Creed

Parliamo dell’ultimo prodotto delle fotocopiatici di Gameloft, Backstab.
Il gioco si propone come una sorta di Assassin’s Creed in cui però il protagonista è un ufficiale della marina britannica del 700 che, tradito da un suo ufficiale, si troverà a stringere alleanza con i pirati per seguire la via della vendetta.
Il gioco prevede tantissima libertà di movimento ed azione: si può saltare sui tetti, esplorare ogni anfratto delle città che andremo a visitare, fare missioni secondarie (consegna pacchi ed assassinii), andare a puttane (non scherzo!) e dare l’elemosina ai poveri. Il giocatore già dai primi minuti di gioco si renderà conto che il titolo è chiaramente scopiazzato dal capolavoro di Ubisoft, e neanche tanto velatamente.
La trama questo giro è anche abbastanza fatta bene, a parte una parentesi assurda in un’isola dove, dopo aver adempiuto a missioni di un certo spessore come omicidi & co. ci ritroveremo a dover uccidere polli per cena e parlare a contadini ignoranti per convincerli a ritirare uno sciopero (whatthefuck??!!).
Il gioco sarebbe godibile se non fosse funestato da una quantità impressionante di bug: spesso ci troveremo bloccati tra due palazzi e l’unico modo possibile per uscirne sarà quello di uscire e ricominciare dal checkpoint più vicino. A volte invece, nei quadri dove è necessario uccidere tutti i soldati per proseguire, uno di questi penserà bene di precipitare a 200 metri di altezza - in un punto a noi inaccessibile ovvio - costringendoci ad un nuove reset.
Se aggiungiamo a questo un prezzo non proprio proletario di 5 eurozzi e passa, non mi sento di suggerirne l’acquisto immediato… merita sicuramente (è graficamente fatto bene, sufficientemente longevo ed universale) ma conviene aspettare l’aggiornamento dei bug ed una riduzione del prezzo.

14
Giu

Tastiera Dock per iPad

Il mio iPad è favoloso: posso vedere video, giocare, navigare, prendere appunti… gli manca soltanto la tastiera (fisica). Questa è la riflessione che ho fatto per giustificare l’acquisto della tastiera dock.

Bhè, ad essere sinceri, diciamo che il prezzo in sè della tastiera (34,5€ da Saturn a Genova) è stato sufficiente a convincermi all’acquisto.

Veniamo alla recensione: la tastiera ha il layout e le dimensioni tipiche delle tastiere wireless Apple senza tastierino numerico, anche il feedback che danno i tasti è pressochè identico.

A differenza della tastiera canonica ha uno “schienale” ed un connettore su cui agganciare il nostro iDevice (iPad primo o secondo modello o anche iPhone, anche se non è una cosa furbissima… ma è fattibile #sapevatelo). Sul retro abbiamo una presa per attaccarvi il cavo usb dell’iPad (nel caso volessimo ricaricarlo, la tastiera comunque funziona senza alimentazione) ed un interessante jack gli altoparlanti esterni.

La prima fila di tasti è quella dedicata all’iPad: abbiamo da sinistra verso destra il tasto Home (premuto due volte apre la barra dei task, proprio come quello sul corpo del tablet), Ricerca, Regolazione della luminosità, Salvaschermo (mette il dispositivo in modalità cornice), Tastiera (fa comparire la tastiera virtuale), Bianco (… si avete letto bene. E’ presente un tasto bianco che non fa assolutamente un tubo!), i 3 tasti dedicati al controllo di iTunes, 3 tasti per il Volume ed il tasto di Blocco/Sblocco.

Il resto dei tasti sono quelli standard di una QWERTY Apple, ovviamente. L’uso è molto piacevole ed è davvero comodissima se volete usare il vostro iPad per scrivere testi molto lunghi, campo in cui la pur ottima tastiera virtuale risulterebbe un po’ scomoda alla lunga. Chiaramente è anche ideale per chi blogga o scrive codice: sappiamo tutti benissimo che strazio sia scrivere i caratteri “” sulla keyboard virtuale! Qui ci troviamo di fronte una tastiera come quella del Mac e scrivere i tag html diventa velocissimo

Questa dock diventerà la mia compagna di viaggio, dopotutto non occupa tanto spazio in valigia!

1
Maggio

Chaos a braccetto con Order

Sono stato uno stupido, era ovvio che sarei ricaduto nel tunnel… dei MMRPG! Installando Order & Chaos ho firmato la mia condanna a morte: adesso la mia vita sociale sarà irrimediabilmente compromessa e la mia ragazza mi lascerà. Naaa, anche la mia ragazza gioca a Order & Chaos e facciamo le quest insieme, almeno gli affetti sono salvi quindi.

Order & Chaos è la nuova fatica di Gameloft che tutti - me compreso - aspettavano da settimane ed ha l’ambizioso obbiettivo di non far rimpiangere World of Warcraft agli utenti degli iDevices. E ci riesce piuttosto bene, il ragazzo! Abbiamo già descritto le caratteristiche principali nel post precedente: essenzialmente confermo tutto, compreso il fatto che l’app funzioni solo tramite wifi (immagino per evitare lag), ecco le mie impressioni dopo qualche ora di utilizzo:

  • La grafica è ben curata, come Gameloft ci ha sempre abituati. Molti personaggi ricordano decisamente anche come aspetto fisico quelli di Wow.
  • La personalizzazione dei personaggi, al momento della loro creazione, non è estendibilissima: abbiamo poche facce e capelli a disposizione quindi, equipaggiamento indossato a parte, non sarà troppo raro incontrare dei nostri gemelli!
  • I non morti fanno oggettivamente cagare, quelli di WoW sono più belli.
  • Non esistono fazioni, o meglio le razze non sono distinte. Mi spiego meglio, in WoW quando si sceglieva una razza, ad esempio non morti, si sceglieva automaticamente di fare la parte dei cattivi: ogni buono che incontravamo poteva cercare di farci il culo e viceversa. Non solo, ma le fazioni del bene e del male non potevano stringere amicizia e neppure comunicare! Qui è tutto molto diverso: tanto per cominciare le quest sono uguali per tutti, buoni o cattivi, elfi o orchi che siano. Uguali, identiche. Insomma, se iniziate come mago elfico e vi stufate delle quest e volete vedere se il guerriero orco ne ha di diverse rimarrete delusi. Il mondo di Chaos & Order è una utopia ideale dove orchi, umani, elfi e non morti passeggiano insieme nelle stesse città e non si danno botte a vicenda, ma stringono amicizie e collaborano alle quest. Questo fa molto peace & love, ma gli amanti di WoW più puri potrebbero storcere il naso. Bhè, siete avvisati.
  • Parlando delle quest, ho alcune critiche a riguardo ed un elogio. L’elogio è la freccia blu che guida il personaggio sul luogo della quest attiva. Non viene visualizzato il luogo direttamente sulla mappa, ma almeno non si diventa troppo scemi a trovare quella particolare spiaggia o quella raduna dove c’è la bestia di turno o il pirata da sbudellare. Il brutto è che spesso il premio della quest è un oggetto che la classe del proprio personaggio non può usare. A volte fa scegliere tra diversi premi (e noi dobbiamo avere l’accortezza di prendere quello che ci serve, se siamo dei maghi una mazza ferrata non ci servirà ad una sega, magari è meglio optare per un bastone), ma a volte il premio è fisso e ci verrebbe voglia di ficcarlo dove non batte il solo allo stronzo che ce lo rifila. Fortunatamente si può rivendere nei negozi o scambiare con altri utenti. Alcune quest che richiedono di uccidere una certa persona sono frustranti. Questo perchè il respawn del malcapitato da spedire al creatore è molto lento - più di WoW - e sul luogo c’è la fila di altri utenti che aspettano… bisogna quasi prendere il numero come dal salumiere!
  • Si ottengono a volte degli animaletti da passeggio (mini lupi, panda, scheletri…). Sono assolutamente inutili ai fini delle battaglie ma fanno compagnia!
  • La borsa inizialmente è davvero poco capiente: ci troveremo spesso costretti a gettare degli oggetti per fare spazio se la città dove rivenderli è troppo lontana. Fortunatamente si può espandere ma a caro prezzo (con i soldi del gioco).
  • Esistono nel gioco i mestieri, come in WoW. Peccato che siano pochi ed obbligatori: il guerriero non potrà che fare il fabbro ed il mago il sarto pena non poter usare gli oggetti che si creeranno. Non esistono mestieri universali come l’alchimista (pozioni).

Il gioco comunque crea dipendenza ed è altamente contagioso. Non so se questo sia un bene o un male!


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