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22
Ott
Editor minimali per Lion: Royal Rumble!
I programmi che entreranno nell’arena a frantumarsi i bytes a vicenda saranno:
Textedit: incluso in Lion
WriteRoom, 19,90 €
ByWord: 7,99 €
OmmWriter: free la versione base, 3,99 € quella estesa.
Pages: 15,99 €
MacJournal: 31,99 € (esticazzi!)
EverNote: gratis.
Notatory Velocity: free.
Tanto progresso per niente:

Editor Minimale: Programma per la scrittura con limitate funzioni di formattazione testo e grafica ridotta all’osso, in modo da non concedere distrazioni all’utente e lasciarlo concentrato solo sul testo.

Il primo editor minimale che abbia mai usato è stato Word Star 4 per DOS qualche decina di anni fa. Aveva tutte le caratteristiche che un editor minimale deve avere. Ne approfitto per elencarle:
1. Grafica scarna, nessuna o pochissime icone non invasive.
2. Possibilità di formattazione del testo ridotta: qui si scrive, altrove si impagina!
3. Funzionare a schermo intero: questo ci isola da tutte le atre applicazioni aperte, potenziali fonti di distrazione.
A distanza di parecchi lustri, che ci hanno dato programmi completi per l’impaginazione come MSWord, Pages, OpenOffice e simili, parecchi utenti vogliono tornare al feeling che dava l’interfaccia scarna di WS4. Ecco come buttare nel cesso anni di progresso!
Invece no:
L’avvento del multitasking è stata senza dubbio una grande comodità, ma anche una immensa fonte di distrazione. Dopotutto noi, di solito, riusciamo a fare solo una cosa alla volta. Se vogliamo farla bene, intendo. Ci sono delle situazioni, come per esempio mentre siamo a lezione a prendere appunti, dove dobbiamo avere davanti agli occhi solo uno schermo bianco con il testo: in quelle circostanze un browser sullo sfondo o Twitter che ci notifica qualcosa ci farebbe perdere il filo del discorso del professore (specie se la lezione è noiosa!).
Fatta chiarezza, analizziamo i gladiatori:

TextEdit: l’editor di testi di default di Lion. Si presenta con una grafica ridotta all’osso (una finestra bianca in attesa dei nostri capolavori di scrittura), ma consente la formattazione del testo (grassetto, corsivo, ordinamento etc). Chi ha lo stomaco forte può abilitare il righello: un vero pugno nei coglioni parlando in termini di estetica.  Ha parecchi pregi ma una pecca fondamentale: non gira a schermo intero.


WriteRoom: forse il capostipite degli editor minimali per Mac. Di default si avvia a schermo intero, ma può girare anche in finestra. Possiamo scrivere sia in testo semplice (senza alcuna formattazione) o in RTF, nel qual caso avremmo giusto il grassetto e poco altro. Il programma è un esempio perfetto di editor senza fronzoli ma costa 19,99 €. Porca puttana!


ByWord: abbastanza simile a WriteRoom, è però meno esoso in termini di costo. La scrittura in RTF è agevolata da un menu che appare alla pressione del tasto cmd-T che fa apparire una tendina con le opzioni più frequentemente usate (grassetto, corsivo, allineamento etc). A questo aggiungiamo che permette, oltre al testo semplice e RTF, anche il Markdown: utilissimo per i blogger. L’aspetto grafico - pulito e semplice come conviene - è davvero piacevole e può essere personalizzato con molta facilità.


OmmWriter: editor di testo rilassante. Consigliato l’uso delle cuffie: infatti la scrittura sarà accompagnata da una musica zen di sottofondo (ci sono diverse scelte, per averne di più bisogna acquistare il programma completo). Anche lo sfondo può avere più temi, sia in termini di font del testo che di immagine vera e propria. Funziona solo a schermo intero (tra le altre cose non integrato bene in Lion) e si può salvare solo in testo semplice. Bello e figo, ma alla fine tutti i fronzoli aggiunti con lo scopo di rilassarci hanno la controindicazione di distrarci un casino!


Pages: il potente programma di videoscrittura di Apple. Con l’introduzione della modalità a schermo intero può diventare un vero e proprio edito minimale. Se proviamo a dimenticarci che stiamo usando Pages, un programma dalle possibilità di impaginazione (quasi) infinite. Ci riusciremo? Io no: quindi passo oltre.


MacJournal: aggregatore di appunti, proprio questa funzionalità lo rende utile per chi dovesse prendere ed organizzare appunti universitari. In modalità fullscreen risulta un po’ scattoso a mio avviso e non è integrato bene con lo standard di Lion. E’ degna di nota la possibilità di inserire immagini nel testo: qui però stiamo iniziando troppo ad andare fuori dal sentiero degli editor minimali. Mettiamoci poi il prezzo di 31 € e spiccioli… meglio lasciare stare no?


EverNote: simile a MacJournal per le funzionalità: l’interfaccia è però decisamente migliore. Più pulita e coerente con Lion. Le dolenti note arrivano quando lo avviamo in fullscreen: la nostra nota avrà sullo sfondo le altre già archiviate. E’ un po’ come quando dal vostro iPad rispondete ad una mail: sullo sfondo avete quella vecchia che vi rompe i coglioni. Di nuovo, fallisce come editor minimale, ma è un plus per chi deve organizzare gli appunti.


Notatory Velocity: minimale senza dubbio, non ci concede alcuna distrazione. Permette di organizzare le note e questo è bene. Non permette lo schermo intero, e questo è male, molto male.

And the winner is…
ByWord! E’ il programma con cui sto scrivendo questo post dopotutto. Costa poco, ma offre molto.
EverNote! Nonostante la vista fullscreen poco minimale è ottimo per organizzare appunti di università! Permette inoltre l’inserimento di immagini: per me che faccio Beni Culturali è una feature utilissima.
Due vincitori? E allora? Sono io l’arbitro dello scontro e decido io ecchecazzo!

Editor minimali per Lion: Royal Rumble!

I programmi che entreranno nell’arena a frantumarsi i bytes a vicenda saranno:

  1. Textedit: incluso in Lion
  2. WriteRoom, 19,90 €
  3. ByWord: 7,99 €
  4. OmmWriter: free la versione base, 3,99 € quella estesa.
  5. Pages: 15,99 €
  6. MacJournal: 31,99 € (esticazzi!)
  7. EverNote: gratis.
  8. Notatory Velocity: free.

Tanto progresso per niente:

Editor Minimale: Programma per la scrittura con limitate funzioni di formattazione testo e grafica ridotta all’osso, in modo da non concedere distrazioni all’utente e lasciarlo concentrato solo sul testo.

Il primo editor minimale che abbia mai usato è stato Word Star 4 per DOS qualche decina di anni fa. Aveva tutte le caratteristiche che un editor minimale deve avere. Ne approfitto per elencarle:

1. Grafica scarna, nessuna o pochissime icone non invasive.

2. Possibilità di formattazione del testo ridotta: qui si scrive, altrove si impagina!

3. Funzionare a schermo intero: questo ci isola da tutte le atre applicazioni aperte, potenziali fonti di distrazione.

A distanza di parecchi lustri, che ci hanno dato programmi completi per l’impaginazione come MSWord, Pages, OpenOffice e simili, parecchi utenti vogliono tornare al feeling che dava l’interfaccia scarna di WS4. Ecco come buttare nel cesso anni di progresso!

Invece no:

L’avvento del multitasking è stata senza dubbio una grande comodità, ma anche una immensa fonte di distrazione. Dopotutto noi, di solito, riusciamo a fare solo una cosa alla volta. Se vogliamo farla bene, intendo. Ci sono delle situazioni, come per esempio mentre siamo a lezione a prendere appunti, dove dobbiamo avere davanti agli occhi solo uno schermo bianco con il testo: in quelle circostanze un browser sullo sfondo o Twitter che ci notifica qualcosa ci farebbe perdere il filo del discorso del professore (specie se la lezione è noiosa!).

Fatta chiarezza, analizziamo i gladiatori:

  1. TextEdit: l’editor di testi di default di Lion. Si presenta con una grafica ridotta all’osso (una finestra bianca in attesa dei nostri capolavori di scrittura), ma consente la formattazione del testo (grassetto, corsivo, ordinamento etc). Chi ha lo stomaco forte può abilitare il righello: un vero pugno nei coglioni parlando in termini di estetica. Ha parecchi pregi ma una pecca fondamentale: non gira a schermo intero.

  2. WriteRoom: forse il capostipite degli editor minimali per Mac. Di default si avvia a schermo intero, ma può girare anche in finestra. Possiamo scrivere sia in testo semplice (senza alcuna formattazione) o in RTF, nel qual caso avremmo giusto il grassetto e poco altro. Il programma è un esempio perfetto di editor senza fronzoli ma costa 19,99 €. Porca puttana!

  3. ByWord: abbastanza simile a WriteRoom, è però meno esoso in termini di costo. La scrittura in RTF è agevolata da un menu che appare alla pressione del tasto cmd-T che fa apparire una tendina con le opzioni più frequentemente usate (grassetto, corsivo, allineamento etc). A questo aggiungiamo che permette, oltre al testo semplice e RTF, anche il Markdown: utilissimo per i blogger. L’aspetto grafico - pulito e semplice come conviene - è davvero piacevole e può essere personalizzato con molta facilità.

  4. OmmWriter: editor di testo rilassante. Consigliato l’uso delle cuffie: infatti la scrittura sarà accompagnata da una musica zen di sottofondo (ci sono diverse scelte, per averne di più bisogna acquistare il programma completo). Anche lo sfondo può avere più temi, sia in termini di font del testo che di immagine vera e propria. Funziona solo a schermo intero (tra le altre cose non integrato bene in Lion) e si può salvare solo in testo semplice. Bello e figo, ma alla fine tutti i fronzoli aggiunti con lo scopo di rilassarci hanno la controindicazione di distrarci un casino!

  5. Pages: il potente programma di videoscrittura di Apple. Con l’introduzione della modalità a schermo intero può diventare un vero e proprio edito minimale. Se proviamo a dimenticarci che stiamo usando Pages, un programma dalle possibilità di impaginazione (quasi) infinite. Ci riusciremo? Io no: quindi passo oltre.

  6. MacJournal: aggregatore di appunti, proprio questa funzionalità lo rende utile per chi dovesse prendere ed organizzare appunti universitari. In modalità fullscreen risulta un po’ scattoso a mio avviso e non è integrato bene con lo standard di Lion. E’ degna di nota la possibilità di inserire immagini nel testo: qui però stiamo iniziando troppo ad andare fuori dal sentiero degli editor minimali. Mettiamoci poi il prezzo di 31 € e spiccioli… meglio lasciare stare no?

  7. EverNote: simile a MacJournal per le funzionalità: l’interfaccia è però decisamente migliore. Più pulita e coerente con Lion. Le dolenti note arrivano quando lo avviamo in fullscreen: la nostra nota avrà sullo sfondo le altre già archiviate. E’ un po’ come quando dal vostro iPad rispondete ad una mail: sullo sfondo avete quella vecchia che vi rompe i coglioni. Di nuovo, fallisce come editor minimale, ma è un plus per chi deve organizzare gli appunti.

  8. Notatory Velocity: minimale senza dubbio, non ci concede alcuna distrazione. Permette di organizzare le note e questo è bene. Non permette lo schermo intero, e questo è male, molto male.

And the winner is…

ByWord! E’ il programma con cui sto scrivendo questo post dopotutto. Costa poco, ma offre molto.

EverNote! Nonostante la vista fullscreen poco minimale è ottimo per organizzare appunti di università! Permette inoltre l’inserimento di immagini: per me che faccio Beni Culturali è una feature utilissima.

Due vincitori? E allora? Sono io l’arbitro dello scontro e decido io ecchecazzo!

2
Feb
Quick Note, appunti senza fronzoli
Faccio finta di avere un lettore che mi critica (ma ho lettori poi? fatevi sentire :D):
L.: Wow, Alessandro! L’articolo su Evernote è bellissimo! Solo però io non ho bisogno di un programma tanto potente, mi basta un editor di testo più semplice, magari bello a vedersi. E che mi organizzi gli appunti, altrimenti tanto vale usare TextEdit. 
A.: Caro/a lettore/lettrice, non sia mai detto che io lasci i miei followers senza una risposta esauriente! La soluzione al tuo problema è Quick Note!
Quick Note, che potete tutti installare gratuitamente dall’AppStore, è un programma per Mac dall’interfaccia accattivante (simula il classico blocchetto degli appunti) che permette di scrivere note in testo semplice, senza quindi immagini e formattazioni del testo a distrarci. I tasti dell’interfaccia sono solo 3: per aggiungere/rimuovere una nota e per visualizzare la lista degli appunti scritti.
Quick Note al momento non sincronizza le nostre note con nessun servizio tipo DropBox (anche se questa feature è stata annunciata dalle prossime versioni) ed è così minimale da non aver neppure bisogno della configurazione delle Preferenze! Se cercavate qualcosa di simile, è il programma per voi. Per tutto il resto, c’è Evernote!

Quick Note, appunti senza fronzoli

Faccio finta di avere un lettore che mi critica (ma ho lettori poi? fatevi sentire :D):

L.: Wow, Alessandro! L’articolo su Evernote è bellissimo! Solo però io non ho bisogno di un programma tanto potente, mi basta un editor di testo più semplice, magari bello a vedersi. E che mi organizzi gli appunti, altrimenti tanto vale usare TextEdit

A.: Caro/a lettore/lettrice, non sia mai detto che io lasci i miei followers senza una risposta esauriente! La soluzione al tuo problema è Quick Note!

Quick Note, che potete tutti installare gratuitamente dall’AppStore, è un programma per Mac dall’interfaccia accattivante (simula il classico blocchetto degli appunti) che permette di scrivere note in testo semplice, senza quindi immagini e formattazioni del testo a distrarci. I tasti dell’interfaccia sono solo 3: per aggiungere/rimuovere una nota e per visualizzare la lista degli appunti scritti.

Quick Note al momento non sincronizza le nostre note con nessun servizio tipo DropBox (anche se questa feature è stata annunciata dalle prossime versioni) ed è così minimale da non aver neppure bisogno della configurazione delle Preferenze! Se cercavate qualcosa di simile, è il programma per voi. Per tutto il resto, c’è Evernote!

15
Gen
Uno sguardo alla mia Dock
Dimmi che Dock hai e ti dirò chi sei. Osservando la Dock di un Mac-user si possono ricavare una infinità di informazioni… prima fra tutte le sue abitudini e per cosa usa generalmente il suo Mac. Oggi vi mostrerò la mia, soffermandomi sui programmi che la popolano. Da sinistra verso destra:
Finder: inseparabile (anche perchè inamovibile) compagno per gestire i files sul mio disco.
App Store: la novità di questi giorni, grazie a lui potrete acquistare software Mac o esplorare i freeware disponibili. Sostituisce egregiamente per utilità la pagina Download sul sito Apple (che difatti è stata tolta dal menu Mela)
Safari: come ho già avuto occasione di dire più di una volta, io cambio browser in una settimana più volte di quanti mariti abbia cambiato Liz Taylor in tutta la sua vita. Ma alla fine torno sempre da lui, Safari. Del browser ufficiale di OsX apprezzo la leggerezza, la sincronia dei preferiti con la sua controparte mobile su iPhone ed in generale lo stile semplice e sobrio.
Sparrow: il client email per Gmail rivelazione dell’anno. Questo freeware ci permette di controllare dei nostri account Gmail con una interfaccia del tutto simile al vecchio Tweetie (client Twitter). Molto più leggero di Mail e molto più elegante sul nostro desktop.
Twitter: si parlava di Twitter? Il client ufficiale del servizio Social Network più minimale che ci sia è anche il migliore. E credetemi, ne ho provati a decine. Il suo vecchio design aveva fatto scuola per molte applicazioni (vedi Sparrow qui sopra), la nuova versione - disponibile gratuitamente nell’Appstore - è destinata ad essere una nuova pietra miliare. 
Socialite: un ottimo aggregatore di Social Network, da Twitter a Flickr e Facebook passando per Google Reader. Io lo uso appunto per questi ultimi due servizi. Applicazione carina, acquistabile a pochi euro (7,99) sull’Appstore.
Adium: client IM basato sul software opensource di Pidgin. Permette di collegarci praticamente a tutti i servizi di messaggistica più diffusi: Messenger, Yahoo, GTalk, AIM… tranne Skype purtroppo. E’ personalizzabile in ogni su singolo pixel grazie a centinaia di temi per la finestra di chat e la lista di contatti.
Transmission: probabilmente uno dei migliori programmi per usare Bittorrent sul Mac. Non ha funzioni avanzate come Vuze, ma in compenso non è molto esoso di risorse. Si integra benissimo con Growl ed ha due badge che ci indicano sempre la velocità di upload e download del momento. Per chi ama la leggerezza.
WriteRoom: per chi vuole scrivere senza distrazioni. WriteRoom ci apre a schermo intero un semplice editor di testo senza pulsanti, barre o quant’altro: ci siamo solo noi e la nostra creatività. Un editor di testi gratuito per chi vuole concentrarsi solo sulla scrittura (utilissimo per i blogger quindi) .
Flow: client FTP per Mac semplice da usare con un utile editor di testo HTML integrato. Molto consigliato a tutti i webmaster. Costa 25 dollari, che non è poco. Io l’ho trovato in un bundle di MacHeist, altrimenti onestamente mi sarei accontentato di CyberDuck che ha meno funzioni ma è freeware.
Evernote: gestore di appunti. Ne abbiamo già parlato esaustivamente in questo articolo. Disponibile gratuitamente sul sito ufficiale o sull’Appstore.
Ecoute: come iTunes ma più semplice. Legge la libreria musicale di iTunes (podcast e video compresi) ma senza la pesantezza del lettore musicale ufficiale di mamma Apple. Inoltre è molto più accattivante graficamente, specie con l’ultimo aggiornamento. Solo 10 dollari.
iTunes: come potrei scaricare gli ultimi podcast e sincronizzare il mio iPhone senza di lui?
Marsedit: se gestite un blog, provate Marsedit. Permette di comporre post anche quando siamo offline sulle piattaforme blog più diffuse: Blogger, Wordpress, LiveJournal e recentemente anche Tumblr. Per approfondire vi rimando a questo articolo del nostro archivio. 39 dollari, ma li vale tutti.
iPhoto: è il programma della suite iLife che uso di più e si merita per questo un posto d’onore nella mia Dock. Non c’è niente di meglio per circa 15 euro come gestione delle foto sul Mac. Lo potete comprare sull’Appstore assieme ad iLife o singolarmente.
iCal: il calendario ufficiale di Snow Leopard. Mi serve per sapere sempre che giorno è e quali impegni ho nella giornata. Non è il massimo per gestire le TODO list: per quello esistono molti programmi - anche gratuiti - che lo superano. 
Monitoraggio Attività: l’utility di Snow Leopard per controllare lo stato del Mac ed agire sui processi impazziti. Succede di rado, ma in quelle occasioni è bene averlo a portata di mano. Nella Dock anche lui!
Preferenze di Sistema: il centro di controllo di Snow Leopard per configurare ogni aspetto hardware (mouse, tastiera) e non solo del nostro Mac. Si merita anche lui un posto d’onore sulla Dock.
Questi sono i miei programmi Dockati, ossia quelli che uso più spesso. E i vostri? Scrivete nei commenti cosa avete messo nella vostra. C’è qualche applicazione che ho citato di cui vorreste una recensione più accurata? Non avete che da chiedere sempre nei commenti!

Uno sguardo alla mia Dock

Dimmi che Dock hai e ti dirò chi sei. Osservando la Dock di un Mac-user si possono ricavare una infinità di informazioni… prima fra tutte le sue abitudini e per cosa usa generalmente il suo Mac. Oggi vi mostrerò la mia, soffermandomi sui programmi che la popolano. Da sinistra verso destra:

  1. Finder: inseparabile (anche perchè inamovibile) compagno per gestire i files sul mio disco.
  2. App Store: la novità di questi giorni, grazie a lui potrete acquistare software Mac o esplorare i freeware disponibili. Sostituisce egregiamente per utilità la pagina Download sul sito Apple (che difatti è stata tolta dal menu Mela)
  3. Safari: come ho già avuto occasione di dire più di una volta, io cambio browser in una settimana più volte di quanti mariti abbia cambiato Liz Taylor in tutta la sua vita. Ma alla fine torno sempre da lui, Safari. Del browser ufficiale di OsX apprezzo la leggerezza, la sincronia dei preferiti con la sua controparte mobile su iPhone ed in generale lo stile semplice e sobrio.
  4. Sparrow: il client email per Gmail rivelazione dell’anno. Questo freeware ci permette di controllare dei nostri account Gmail con una interfaccia del tutto simile al vecchio Tweetie (client Twitter). Molto più leggero di Mail e molto più elegante sul nostro desktop.
  5. Twitter: si parlava di Twitter? Il client ufficiale del servizio Social Network più minimale che ci sia è anche il migliore. E credetemi, ne ho provati a decine. Il suo vecchio design aveva fatto scuola per molte applicazioni (vedi Sparrow qui sopra), la nuova versione - disponibile gratuitamente nell’Appstore - è destinata ad essere una nuova pietra miliare. 
  6. Socialite: un ottimo aggregatore di Social Network, da Twitter a Flickr e Facebook passando per Google Reader. Io lo uso appunto per questi ultimi due servizi. Applicazione carina, acquistabile a pochi euro (7,99) sull’Appstore.
  7. Adium: client IM basato sul software opensource di Pidgin. Permette di collegarci praticamente a tutti i servizi di messaggistica più diffusi: Messenger, Yahoo, GTalk, AIM… tranne Skype purtroppo. E’ personalizzabile in ogni su singolo pixel grazie a centinaia di temi per la finestra di chat e la lista di contatti.
  8. Transmission: probabilmente uno dei migliori programmi per usare Bittorrent sul Mac. Non ha funzioni avanzate come Vuze, ma in compenso non è molto esoso di risorse. Si integra benissimo con Growl ed ha due badge che ci indicano sempre la velocità di upload e download del momento. Per chi ama la leggerezza.
  9. WriteRoom: per chi vuole scrivere senza distrazioni. WriteRoom ci apre a schermo intero un semplice editor di testo senza pulsanti, barre o quant’altro: ci siamo solo noi e la nostra creatività. Un editor di testi gratuito per chi vuole concentrarsi solo sulla scrittura (utilissimo per i blogger quindi) .
  10. Flow: client FTP per Mac semplice da usare con un utile editor di testo HTML integrato. Molto consigliato a tutti i webmaster. Costa 25 dollari, che non è poco. Io l’ho trovato in un bundle di MacHeist, altrimenti onestamente mi sarei accontentato di CyberDuck che ha meno funzioni ma è freeware.
  11. Evernote: gestore di appunti. Ne abbiamo già parlato esaustivamente in questo articolo. Disponibile gratuitamente sul sito ufficiale o sull’Appstore.
  12. Ecoute: come iTunes ma più semplice. Legge la libreria musicale di iTunes (podcast e video compresi) ma senza la pesantezza del lettore musicale ufficiale di mamma Apple. Inoltre è molto più accattivante graficamente, specie con l’ultimo aggiornamento. Solo 10 dollari.
  13. iTunes: come potrei scaricare gli ultimi podcast e sincronizzare il mio iPhone senza di lui?
  14. Marsedit: se gestite un blog, provate Marsedit. Permette di comporre post anche quando siamo offline sulle piattaforme blog più diffuse: Blogger, Wordpress, LiveJournal e recentemente anche Tumblr. Per approfondire vi rimando a questo articolo del nostro archivio. 39 dollari, ma li vale tutti.
  15. iPhoto: è il programma della suite iLife che uso di più e si merita per questo un posto d’onore nella mia Dock. Non c’è niente di meglio per circa 15 euro come gestione delle foto sul Mac. Lo potete comprare sull’Appstore assieme ad iLife o singolarmente.
  16. iCal: il calendario ufficiale di Snow Leopard. Mi serve per sapere sempre che giorno è e quali impegni ho nella giornata. Non è il massimo per gestire le TODO list: per quello esistono molti programmi - anche gratuiti - che lo superano. 
  17. Monitoraggio Attività: l’utility di Snow Leopard per controllare lo stato del Mac ed agire sui processi impazziti. Succede di rado, ma in quelle occasioni è bene averlo a portata di mano. Nella Dock anche lui!
  18. Preferenze di Sistema: il centro di controllo di Snow Leopard per configurare ogni aspetto hardware (mouse, tastiera) e non solo del nostro Mac. Si merita anche lui un posto d’onore sulla Dock.

Questi sono i miei programmi Dockati, ossia quelli che uso più spesso. E i vostri? Scrivete nei commenti cosa avete messo nella vostra. C’è qualche applicazione che ho citato di cui vorreste una recensione più accurata? Non avete che da chiedere sempre nei commenti!

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