MacOSX vs. Ubuntu Linux: Episode 2

gennaio 13th, 2008 di Giovanni Piller Cottrer

Abbiamo appena lanciato il nostro podcast.
Se sei nuovo da queste parti, potresti voler iscriverti al feed RSS.

Rieccomi qui pronto per continuare quanto avevo iniziato tempo fa.
Come detto anche precedentemente questa mia collezione di post serve cercare di confrontare i due sistemi operativi che potrebbero essere considerati come i migliori a disposizione: OsX di Apple e Ubuntu Linux.

MacOSX vs^2 Ubuntu
Il secondo capitolo della saga è qui.. :)

Parte 9: Suspend e modalità risparmio energetico
Un qualunque sistema moderno, specie nel caso in cui vada ad essere installato su un portatile, ha la necessità di trovare degli escamotage per ridurre il più possibile il consumo della preziosa batteria. Da anni infatti vediamo i produttori di software adottare cose come suspend (stop) e altro, ma analizziamo ora le possibilità offerte dai vari S.O.

Standby

Ubuntu Linux, offre un’ottimo numero di opzioni per ridurre il consumo energetico, dalla semplice regolazione della luminosità/uso del processore, alla gestione dei vari eventi (ad esempio, quando si chiude il monitor oppure ad una certa percentuale della batteria) permettendo di eseguire azioni quali: sospensione (l’unica cosa che rimane utilizzata è la RAM e tutto il resto va a nanna :D), ibernazione (copia dei dati della RAM sul disco fisso e spegnimento totale del PC) oppure il rallentamento dell’HD (tramite hdparm).
Sono stati purtroppo riscontrati alcuni problemi con la funzionalità di sospensione, che in alcuni portatili non dava modo di ripristinare il sistema. Va segnalato però che questo problema sembra che stia per essere risolto e nelle future release o aggiornamenti vedremo funzionare tutto a meraviglia.

MacOSX dal canto suo, dovendo anche lavorare per un numero decisamente più ridotto di computer, ha una gestione del risparmio energetico più mirata e efficace. La maggior parte delle opzioni andrà gia bene per moltissime persone e, proprio come nella distribuzione Linux, è sempre possibile gestire un profilo ad-hoc.
L’unico problema rilevato è quello di alcune impostazioni invece presenti sotto Ubuntu: ad esempio non è possibile (se non tramite applicativi esterni) impostare la non-sospensione del sistema in caso di chiusura del monitor (cosa alquanto seccante per quanto mi riguarda). La motivazione? Sul MacBook la temperatura interna (e di conseguenza, purtroppo anche quella esterna) è molto elevata durante alcune operazioni. Se quindi lasciassimo il monitor chiuso durante un utilizzo intenso di CPU si potrebbe rischiare di danneggiarlo (mah…).


Parte 10: Dashboard e fighettate del genere

Da alcune release OSX ha integrato un sistema di widget (micro applicazioni scritte prevalentemente in HTML, CSS e javascript particolari), e il sistema in cui vanno poste è definito Dashboard.
Queste applicazioncine hanno fatto il giro del mondo ed ora, sul sito della apple, se ne possono trovare a migliaia.

My Dashboard in OSX

Personalmente le trovo una tamarrata inutile, anche se devo ammettere che ci sono alcune cosette abbastanza sfruttabili (calcolatrice, post-it, traduttore etc.) che non è sempre necessario avere sotto mano.
Non la vedo come una killer-feature dato che di certo non saranno solo queste cagatine grafiche a far(mi) dare punti in più questo OS.

Ubuntu invece ha una moltitudine di possibilità per “emulare” pressapoco lo stesso effetto (notare bene che è risaputo che le widget, se così le possiamo chiamare, che hanno ispirato gli ingenieri della apple sono probabilmente state quelle di una versione preistorica di SuperKaramba, un “widget manager” per KDE3. Inoltre il codice utilizzato per generare queste stupidatine sulla dashboard, deriva da una versione modificata di KHTML..).
Gdesklets, Adesklets, il prima-citato SuperKaramba (con il futuro Plasma etc.) e un progetto nato in seno alla comunità compiz, sono solo alcuni esempi (ve ne sono altri anche se meno conosciuti) di queste cose ;)

In ugual modo, se proprio siete innamorati di questa cosa sul Mac, sappiate che non è proprio tutta rose e fiori. Un esempio? Sapete che osx, forse per mimetizzare un possibile rallentamento all’avvio, non precarica la dashboard e vi costringe così ad attendere un’eternità per sole 14 cavolatine (notare che questo accade anche in seguito ad un uso eccessivo di RAM, che porta così il sistema Apple a dover swappare la dashboard).
A questo problema esistono soluzioni esterne comunque.

Parte 11: Musica musicante!
Se siete dei tipi come me, che ascoltano sempre musica davanti al computer, non potete fare a meno di avere un programma decente per l’ascolto della vostra collezione.
La bella cosa di OSX è che, appena installato, funzionano già la maggior parte dei codec, mentre sul sistema operativo libero questo non accade (il tutto si risolve semplicemente provando ad ascoltare un qualsiasi brano, verrete avvisati della mancanza del codec richiesto e, con un semplice “si”, verrà magicamente scaricato e reso operativo in men che non si dica).
Tuttavia, non è proprio tutto così magnifico come sembra. Alla Apple hanno semplicemente ignorato il codec non-proprietario OGG (il cui codice per la (de)codifica è liberamente ottenibile e modificabile), lasciando così vivere nell’ignoranza i loro consumer (e costringendoli ad usare altri formati a mio modestissimo parere non dello stesso livello… e l’MP3 ne è un buon esempio).

iTunes

Comunque, come stavo dicendo, la maggior parte dei MacUsers usano iTunes. Questa simpatica applicazione, sebbene molto avanzata e perfettamente integrata con il resto del sistema, la vedo un poco troppo sfruttata nelle ultime versioni; basta vedere al casotto che era successo per l’aggiunta di un sistema di blocco nei nuovi iPod (nessun software eccetto i “made in apple” potrebbero teoricamente accedere alla lista dei brani dei nuovi iPod Nano, Classic e Touch), decisamente una cosa che anche a me ha seccato molto.
La riproduzione è fluida e molto veloce, sebbene ci sia un salto ogni volta che un testo viene scaricato con la widget “Sing that iTunes!”, mentre il sistema di ricerca e le playlists sono alquanto efficaci. Mancanza molto grave è quella della coda (o queue), presente su moltissimi altri software)
Dal punto di vista estetico non è niente di particolare (per quanto riguarda le interfacce Cocoa) nonostante l’integrazione di CoverFlow (quel modo tamarro, pieno di riflessi per sfogliare le proprie copertine) e dei non esaltantissimi effetti visivi.
Di default non sembra scaricare nè copertine nè testi, cosa alquanto seccante per uno abituato come me ad avere tutti i contenuti possibili sotto gli occhi :)
Interessantissime invece le funzioni di importazione files, di masterizzazione e di podcasting. Ah, senza dimenticare l’oramai famosissimo iTunes Music Store e la versione schifosissima per Windows.

Ubuntu viene installata con un software (rhytmbox) dall’impostazione generale molto simile al programma di apple (da cui trae apertamente ispirazione): stessa impostazione grafica, con la sidebar a sinistra e la collezione a destra.

Rhythmbox

Per quanto mi riguarda, questo programma non mi è mai piaciuto molto.
Tanto per cominciare esteticamente non è un granchè, e inoltre ha alcune lacune e impostazioni assurde.

  • ad ogni avvio deve controllare tutti i files.
  • nonostante scarichi automaticamente i testi delle canzoni, questi non sono visibili direttamente all’interno dell’interfaccia principale, vedendoci così costretti ad aprire una finestrella piccola piccola apposta per questo.
  • la modalità di riproduzione casuale è la cosa che più si allontana dalla casualità, arrivando a riprodurre 7 volte la stessa canzone nel giro di pochi skip.
  • l’icona che indica il brano in riproduzione è praticamente invisibile (idem anche su iTunes) e non fornisce il giusto riscontro visivo nella playlist corrente.
  • chiudendo la finestra il programma termina anzichè riporsi nell’area di notifica (System tray).
  • talvolta problemi con la riproduzione.

E’ anche vero che ci sono pure dei punti positivi:

  • le copertine vengono automaticamente scaricate.
  • integrazione superlativa con GNOME e SoundJuicer per la masterizzazione e l’estrazione dei files da CD.
  • molteplici negozi di musica DRM-free.
  • effetti visivi per le canzoni (con qualch problemino).
  • gestore playlist dinamiche all’avanguardia (pressochè identico a quello di iTunes).
  • supporto ad iPod e lettori generici.
  • supporto a telecomandi ad infrarossi.
  • estensibile tramite plug-in.

Tuttavia, pur essendo questo un programma “decente”, non si avvicina minimamente alla versatilità e alla quantità di funzioni che offre la controparte di OSX. Per questo dovrebbe un Ubuntu user sentirsi “umiliato”? Nient’affatto! Con due click basta installare Amarok, il miglior player audio che ho mai visto sulla faccia della terra (che nonostante la sua dipendenza a KDE, vale la pena provare/usare).
Fatto questo potrete tranquillamente dire “tzè” pure al programma Apple.

Parte 12: Gestione stampanti.
Un sistema moderno (e no, Vista non è un sistema moderno!) dovrebbe permettere all’utente di inserire un qualunque tipo di dispositivo collegandolo via USB e vederselo perfettamente rilevato e configurato senza dover dire niente.
Questo è quello che fanno MacOSX e Ubuntu (in particolare nella sua ultima incarnazione). Provate ad esempio a attivare una stampante: il sistema la renderà automaticamente disponibile e pronta all’uso nel giro di pochi secondi.

Non vedo quindi perchè espandere ulteriormente questa parte, non c’è altro da dire qui ;)

To be continued..

Bookmark and Share

Forse correlato


Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.